martedì 9 agosto 2011

Make up del 700'


Quando guardiamo i ritratti femminili settecenteschi spesso rimaniamo stupiti della bianchezza gessosa dei volti, che viene di solito attribuita alla gamma coloristica troppo fredda di certi artisti. Forse sarebbe più esatto rifarsi alla moda del tempo che comandava alle donne di imbellettarsi il viso con biacca o cerusa, velenosa all’organismo e nociva alla carnagione perché contenente piombo. La cerusa dà appunto al viso quel bianco spettrale che rende le fisionomie del tempo più simili a freddi volti di fragili statuine di porcellana che a visi di persone vive.







Nel Settecento  andavano sempre più di moda, i nei  di velluto, di raso, di taffettà e altri materiali. Essi assumevano un significato simbolico diverso a seconda della loro posizione:  la mosca sul naso ebbe il nome di sfrontata, all’angolo dell'occhio di passionata , di civetta e di galante sulle labbra o sulla pozzetta, di irresistibile accanto all’occhio, di maestosa nel mezzo della fronte e di assassina all’angolo della bocca. I nei erano provvisti, al rovescio, di una gomma leggera; cosi che, inumiditi, aderivano alla pelle.



Scatoletta porta nei










Le labbra si arrossavano con il “fattibello” cioè il rossetto, una sostanza di allume, gomma arabica e insetti schiacciati.








Comparve anche il primo fard, in francese  "tenero", utilizzato dalle donne per risaltare la pelle bianca.






Le grandi dame del periodo Barocco ricorrevano spesso all'aiuto di un pittore per la scelta dei colori utilizzati nel make up, che erano gli stessi utilizzati per i loro dipinti; naturalmente potevano essere nocivi.






Dopo il 1770 la fabbricazione dei cosmetici divenne sempre meno domestica e sempre più artigianale, con il suo mercato e i suoi prodotti.






La prima acqua di colonia fu inventata da un italiano, Gian Paolo Feminis, piccolo venditore ambulante di “galanterie”.









La sua acqua, battezzata “Aqua Mirabilis”, avrebbe segnato la storia della profumeria.








I flaconi erano realizzati con materiali nuovi, tra cui il cristallo e la porcellana (che permetteva un’infinita varietà di forme).








Invece le "vinaigrette"  erano flaconi che contenevano essenze profumate che servivano anche in caso di mancamento.

 La loro produzione culminò nell'Ottocento soprattutto in Inghilterra.








Chiudo il mio post con una citazione...









Con questa moda universale di truccarsi, tutte le donne che non sono troppo brutte finiscono per rassomigliarsi.
Jean Anouilh

4 commenti:

lory ha detto...

un post interessantissimo!!!!!!!!!!! complimenti un abbraccio lory

La Duchessa ha detto...

Grazie... un bacio!!

Lelly Marshall ha detto...

Ti ho scoperta per caso cercando informazioni sul makeup settecentesco..Ottimo post! Davvero interessantissimo, grazie :)

Maja ha detto...

Sono incantata e deliziato,grazie . Meravigliosoooooo <3